A Barcellona vive il sogno del «miglior ristorante vegetariano del mondo»

Barcellona è una delle mete gastronomiche più importanti del mondo, che dalla fine degli anni Ottanta è diventata tappa fondamentale per chi si considera un amante della tavola e delle sue storie. A renderla così importante hanno contribuito Ferran Adria e Santi Santamaria, ispiratori di decine di altri cuochi che hanno liberamente seguito le loro tecniche o intrapreso una via nuova e inesplorata.

 

Barcellona è una delle mete gastronomiche più importanti del mondo, che dalla fine degli anni Ottanta è diventata tappa fondamentale per chi si considera un amante della tavola e delle sue storie. A renderla così importante hanno contribuito Ferran Adria e Santi Santamaria, ispiratori di decine di altri cuochi che hanno liberamente seguito le loro tecniche o intrapreso una via nuova e inesplorata.

Negli stessi anni in cui la cucina catalana andava affermandosi a livello mondiale, due giovani ragazzi romagnoli appena laureati si trasferivano a Barcellona. Chiara Bombardi e Daniele Rossi arrivano alla fine degli anni Novanta: lei è un’interprete, lui ha studiato al Dams. «Siamo arrivati per stare qualche mese e ci siamo fermati oltre vent’anni – racconta Daniele -. Né io né Chiara avevamo intenzione di fare i ristoratori. Poi, una sera, un po’ per gioco, tra un bicchiere e un altro, abbiamo iniziato a fantasticare di aprire un locale vegetariano diverso da ciò che si poteva trovare in giro per la città.

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