Come si valuta una birra: la nuova scheda sintetica del BJCP

L’ultima versione della scheda sintetica del BJCP è piuttosto complessa, ma è stata ideata con l’obiettivo di rendere più rapida e agevole non sola la compilazione, ma anche l’elaborazione da parte di chi raccoglie i dati. La complessità quindi non è di per sé un limite: se è organizzata in modo efficace e razionale, diventa un aiuto e non un ostacolo. A prima vista la scheda è divisa in zone funzionali abbastanza chiare ed è secondo questo schema che le analizzeremo nel dettaglio.

Un paio di settimane fa il Beer Judge Certification Program (BJCP) ha annunciato il rilascio di una nuova scheda sintetica di valutazione per le birre, creata in collaborazione con l’American Homebrewers Association e ideata per concorsi molto ampi. Il BJCP è conosciuto soprattutto per le sue Style Guidelines, che sono considerate il documento di riferimento per gli stili birrari mondiali, ma in realtà è un organismo internazionale che nasce e opera per far conoscere tutte le sfaccettature del mondo della birra (e del sidro e dell’idromele) e per fornire strumenti atti alla sua valutazione. Ma perché parlarvi delle modifiche alla scheda ufficiale (qui nel dettaglio), considerando che è un argomento estremamente di nicchia e molto tecnico? Almeno per due motivi. In primis per spiegare quali sono gli “arnesi del mestiere” di chi è solito giudicare birre in concorsi a tema, attività che sembra sempre avvolta da un alone di mistero; in secondo luogo perché analizzare com’è formulata una scheda di degustazione significa capire come va valutata una birra e quali sono gli aspetti su cui occorre concentrarsi.

L’ultima versione della scheda sintetica del BJCP è piuttosto complessa, ma è stata ideata con l’obiettivo di rendere più rapida e agevole non sola la compilazione, ma anche l’elaborazione da parte di chi raccoglie i dati. La complessità quindi non è di per sé un limite: se è organizzata in modo efficace e razionale, diventa un aiuto e non un ostacolo. A prima vista la scheda è divisa in zone funzionali abbastanza chiare ed è secondo questo schema che le analizzeremo nel dettaglio.

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