Il cibo dei giganti. Come le multinazionali dettano legge dall’agroindustria ai supermercati

Il sistema agroalimentare del nostro pianeta è oggi concentrato nelle mani di un numero molto ristretto di gigantesche corporazioni. Le società multinazionali hanno occupato tutti gli snodi della catena alimentare, finendo per controllare ingenti quote di mercato a ogni livello del processo di produzione, distribuzione e commercializzazione del cibo: dai semi agli ausili chimici, passando per la genetica animale e vegetale.

Il nuovo Agrifood Atlas (“Atlante dell’Agroalimentare”) pubblicato dalla fondazione Friends of the Earth Europe, dalla fondazione Henrich Böll e dalla fondazione Rosa Luxemburg tenta ora di fare chiarezza sulla posizione tutt’altro che trasparente occupata dalle grandi multinazionali nel sistema agroalimentare del nostro pianeta.

Ben presto, sulla scia di fusioni a porte chiuse tra i principali protagonisti, potremmo ritrovarci con un monopolio pressoché totale del mercato del cibo. Le cinque maggiori fusioni nella storia dell’industria agroalimentare hanno avuto luogo tra il 2015 e il 2016, per un valore economico complessivo di quasi 500 miliardi di dollari. L’ulteriore accentramento del settore è guidato dall’iniziativa di gruppi di investimento come American-Brazilian 3G Capital, una società fondata nel 2004 e quasi del tutto invisibile nello spazio pubblico, ma responsabile di fusioni come quella tra AB-InBev (il maggiore produttore di birra al mondo), Kraft-Heinz (la quinta società mondiale specializzata nell’elaborazione di materie prime per il consumo umano) e Burger King, la terza catena di fast food del pianeta.

via Slow Food http://ift.tt/2nO5ao2
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