Juicy IPA, la rivoluzione torbida

È stato l’argomento caldo degli ultimi mesi, quello delle Juicy IPA, o New England IPA come sarebbe più corretto chiamarle.

Il primo elemento che colpisce di questa interpretazione è l’aspetto visivo, molto opalescente fino a divenire torbido, addirittura fangoso, in pratica il contrario di quanto previsto dalle buone pratiche di birrificazione sviluppatesi negli ultimi secoli. Chi conosce i principi tradizionali sa che una birra eseguita a regola d’arte si dovrebbe presentare pulita all’aspetto visivo, se non perfettamente limpida – come avviene in ambito industriale – quantomeno ragionevolmente nitida in relazione agli ingredienti utilizzati. Un aspetto eccessivamente torbido ha in genere riflessi negativi sulla definizione e precisione gustativa e non è mai stato molto apprezzato da esperti e consumatori. In assenza di filtrazione l’utilizzo di frumento e cereali non maltati ricchi di proteine, di lieviti poco flocculanti e di copiose quantità di luppolo possono rendere la birra più o meno torbida, ma in generale è cura del birraio cercare di diminuire questo “problema” attraverso diverse procedure come una corretta decantazione prima del confezionamento, l’utilizzo di fining che favoriscano la precipitazione delle proteine a fine bollitura o del lievito a fine fermentazione e un adeguato protein rest durante l’ammostamento che riduca le proteine presenti nel mosto.

Source: Juicy IPA, la rivoluzione torbida

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